L’autoefficacia e l’autoaffermazione

L'autoefficacia e l'autoaffermazione

L’aumento del senso di Auto-Efficacia favorisce l’acquisizione di capacità per muoversi, adeguatamente, nel proprio contesto, per fronteggiare le situazioni più diverse,affrontando gli imprevisti con fiducia e sicurezza.
Contribuire ad aumentare le potenzialità degli individui significa aiutarli nello sviluppo di nuove capacità. Uno dei modi più opportuni per favorire questo processo è lavorare sulle aspettative di efficacia personale.
Il comportamento dell’individuo è determinato dalle aspettative:  quelle forti non vengono annullate da feedback negativi o assenza di risultati positivi immediati, quelle deboli porteranno l’atleta ad abbandonare l’impegno o a modificare, verso il basso, l’obiettivo sportivo che si era prefissato.
Proprio per favorire lo sviluppo di aspettative forti e profondamente radicate edamplificare la consapevolezza di efficacia è opportuno rispettare alcuni principi di base nella gestione del singolo individuo:

 stabilire obiettivi, individuali e di gruppo, adeguati e graduali rispetto alle capacità e possibilità;
 agevolare lo sviluppo di strategie efficaci per la soluzione autonoma di compiti e problemi;
 far valutare ai singoli, in modo adeguato, rispettando le tempistiche individuali, i risultati delle proprie azioni;
 aiutare ad attribuire le cause dei successi o degli insuccessi, a qualcosa di modificabile e migliorabile.

Il senso di Auto-Efficacia, si sviluppa e cresce, nell’individuo, attraverso l’acquisizione di informazioni su di sé basate su alcune principali fonti di esperienze.

LE ESPERIENZE DI GESTIONE EFFICACE
Sono costituite dalle esperienze personali affrontate e risolte con successo, mettendo in gioco le proprie risorse.
I successi alimentano una solida fiducia nella propria efficacia personale.
Sperimentando ripetuti successi, gli occasionali insuccessi non incideranno sui giudizi circa le proprie capacità, infatti, le sicurezze a proposito dei punti di forza ricondurranno gli eventuali fallimenti ad un impegno insufficiente, a situazioni particolari ed imprevedibili o all’elaborazione di strategie incomplete od inadeguate.
Attribuire prestazioni scadenti a strategie imperfette invece che a scarsa capacità, può aumentare la fiducia nella possibilità che strategie migliori porteranno a sicuri successi futuri.
Chi possiede Auto-Efficacia elevata, molto difficilmente incorre in vittimismi e inopportuni sensi di colpa di fronte a un fallimento, vista la capacità di riconoscere quando questo dipende da una, effettiva, mancanza di impegno o dalla situazione stessa. Al contrario chi si considera inefficace ritiene, troppo spesso, che le cause degli insuccessi siano da ricercare nella propria mancanza di doti ed abilità.
Queste affermazioni riconfermano la necessità di programmare il processo di allenamento e gli impegni agonistici in modo adeguato: occorre spostare l’obiettivo un po’ più avanti ed un po’ più in alto, nel rispetto delle reali possibilità e potenzialità dell’atleta, senza, però, metterlo nella situazione di non poter competere. 

IL CONTROLLO DEGLI STATI EMOTIVI E FISIOLOGICI
E’ possibile che l’attivazione di indicatori fisiologici (agitazione, tensione, stanchezza, affaticamento, dolore, ecc.) e la presenza di umore negativo vengano interpretati,dagli atleti, come segnali di incapacità ad affrontare particolari situazioni, al contrario la loro assenza viene, invece, percepita come un segnale positivo rispetto alla capacitò di gestire le stesse situazioni.
Il modo in cui vengono percepiti e interpretati i segnali di emotività ed alterazione fisiologica, quindi, rafforza o meno la propria Auto-Efficacia:
atleti dotati di un buon senso di efficacia tenderanno avalutare il proprio stato di attivazione fisica ed emotiva come energia positiva, mentre quelli sfiduciati vivranno la stessa attivazione come negativa e debilitante.
Anche la percezione del proprio stato d’animo incide sulla costruzione delle proprie valutazioni di efficacia personale. E’ facile affermare che uno stato d’animo negativo riduce il senso di efficacia, mentre uno positivo lo aumenta.
Una buona programmazione dell’allenamento deve prevedere, necessariamente, l’addestramento al riconoscimento dei propri, personali, indicatori fisiologici ed alla gestione dell’emotività, per poter orientare in senso positivo le reazioni dell’atleta.